venerdì 14 febbraio 2014

Le api nella storia nel bacino del mediterraneo

Per poter parlare di miele devo iniziare parlando delle api.
Api che iniziano il loro percorso evolutivo con i fiori circa 135 milioni di anni fa e dove l'uomo si inserisce solo milioni di anni dopo. 
Il primo rudimentale disegno, di una scena apistica e presente sulla parete della grotta del ragno (Cueva de la Arana) presso Bicorp (Valencia) nel Neolitico (7000 a.C. circa), dove una persona, sospesa ad una liana, è intenta a raccogliere favi di miele da un anfratto di roccia.

Dall'Egitto arrivano testi che indicano come i prodotti dell'alveare erano largamente utilizzati in medicina e nell'alimentazione.
Un documento, risalente a circa 2000 anni fa, descrive numerosi preparati per le ferite e le malattie dell'apparato digerente, dei reni e degli occhi oltre che per gli usi estetici.
I Faraoni, inoltre nel momento dell'avvento al trono assumevano un nome alquanto composito e una parte di esso era preceduto dall'espressione "colui che appartiene al giunco e all'ape: re dell'Alto e Basso Egitto" l'uso dell'ape rappresentava quindi un simbolo regale.

In Grecia numerosi oggetti recuperati dagli archeologi dimostrano che l'ape era venerata, associata al cibo degli dei ed ai culti della fertilità: le Melisse, che come segno di riconoscimento avevano un ape, erano donne simbolo delle virtù domestiche, rettitudine e fedeltà al marito.
Sono molti i miti legati a quest'insetto ad esempio: si narra che le api che avevano nidificato sulla tomba di Ippocrate (il famoso medico) producevano un miele miracoloso oppure che originavano dall'interiora del bue sacrificato al dio Prometeo.